La notte scorsa, durante uno degli innumerevoli risvegli che costellano il mio sonno, forse in occasione della “perdita di ciuccio #4” di Nana2, mi sono collegata a FB dal cellulare e ho trovato un articolo (che si intitola “facciamo un po’ di spazio per tua sorella” e che potete leggere anche voi qui) di una mamma come me, mamma di due bimbe come me, alle prese  con i piccoli grandi problemi quotidiani che l’arrivo di una seconda cicogna porta nella vita di tutti e tre: mamma papà e Nana1.

Fare un po’ di spazio per la sorella mi fa pensare in prima istanza in questo periodo al lettone: ormai abitato in pianta stabile ogni notte dalla Nana1, talvolta accoglie anche Nana2  in preda a qualche colichetta o al bisogno della mamma, che per sopravvivere se le tiene accanto entrambe nonostante si venga a trovare in uno spazio di 10 cm2 (e la mia cervicale sentitamente ringrazia per le 243 nuove protrusioni discali). Ovviamente la cosa è stata presa malamente dalla grande, che non appena si accorge della presenza della piccola, inizia a frignare e a inventarsi fantomatiche paure per andare sul divano e non dividere il talamo genitoriale con la sorella. Se all’inizio pur di non sentirla piangere per un’ora e mezza di fila (sì, un’ora e mezza) acconsentivamo, adesso si mostra il muso duro, con buona pace del sonno (nostro e dei vicini).

Ma aldilà dei problemi oggettivi di spazio in casa, è indubbio che per la mia grande piccola Nana1 questo nuovo arrivo è stato un trauma, e confesso che prima del parto e anche per un po’ di tempo dopo, mi sono sentita molto in colpa nei suoi confronti, perchè sapevo che innegabilmente e necessariamente le avrei sottratto tempo e attenzioni…ma poi mi sono bene impressa in testa le parole della mia amica anestesista,colei che mi ha drogato durante entrambi i parti, e che voglio condividere con voi perchè trasudano saggezza: “la tua secondogenita, ricordati, non avrà mai le attenzioni che la prima figlia ha avuto per tre anni“. E mi ha aperto gli occhi.

Per quanto adesso la Nana1 debba dividere (ma poi poco eh! ) un po’ la mamma con la Nana2, ha vissuto da primadonna per tre interi anni, e tuttosommato questo ancora accade, visto che è al centro delle attenzioni di nonni, tata e anche nostre.

Per il resto, quanto ho letto nell’articolo sembra la cronca di quanto avviene anche a casa mia: dalle carezze che lasciano il segno, al marcare il territorio anche nella semantica genitoriale (“sono Amore solo io, non lei”!), ma anche le coccole più spontanee quando pensa che siano sole…  ❤

E allora bando ai sentimentalismi e ai sensi di colpa, che un fratello è il regalo più bello e grande che possiamo fare ai nostri figli unici!

 

 

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