Una settimana a Minorca, in villaggio, con due bambine di 4 e 1 anno.

La scelta del villaggio, a noi che piacciono i viaggi itineranti, è stata dettata dalla praticità e dalla comodità relativamente alla presenza delle due nane, perchè anche la mamma (io) ha diritto a una settimana in cui di cucinare e pulire casa non se ne parla. E allora una parte delle vacanze di quest’anno ha trovato spazio qui a Minorca, la più selvaggia delle isole Baleari, patrimonio naturalistico dell’Unesco e assolutamente a misura di famiglie anche con bimbi piccoli.

Se ricordate ho già raccontato l’esperienza di una mamma a Minorca, che potrete rileggere qui, in un’altra struttura rispetto alla nostra, ma qui leggerete le nostre dirette considerazioni.

Il nostro villaggio è dell’Alpitour, si chiama Occidental Minorca, si trova a Punta Prima, il paese più a est dell’isola, e trovate le info generali a questo link.

Innanzitutto il viaggio in aereo è molto breve, 1 ora e 10 minuti, facile da raggiungere e gestibile anche con una biscia in braccio ( la piccola Nana2 non avendo ancora 2 anni è considerata “infant” e non aveva diritto al suo posto in aereo, quindi era legata a  me e non ne voleva sapere di stare ferma 😉 ). Comunque ci hanno fornito una busy bag con un aeroplanino di carta, delle carte per il memory e qualche altro giochino, che in realtà è servito più a tenere occupata me che non la bambina, che viaggiavo in aereo dopo 2 anni di intervallo e come al solito ero divorata dall’ansia, ma dovevo ostentare sicurezza per non trasmettere le mie paure alle bimbe… next time mi drogherò un pochino però oppure mi scolerò mezza boccia di vino 😀

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Anyway, recuperati all’aeroporto con una navetta, il villaggio ci ha accolto subito con i pupazzi di Hippo e Barcy alla reception, intorno ai quali i bambini si sono affollati divertiti.

Del villaggio non posso che parlare bene, sia per la struttura, pulita  e ben tenuta, sia per il cibo, vario e delizioso, con un’offerta a buffet di elementi base, proposti ogni giorno e perfetti per accontentare e assecondare tutti i palati, sia  con serate a tema dedicate di volta in volta al prosciutto iberico, la serata americana con hamburger e hot dog, fino alla zuppa di aragosta. Inoltre per i bambini l’offerta è ampia, con una bellissima piscina di acqua bassa con castelli, fari e animali cavalcabili, praticamente possiamo dire di aver scelto questo villaggio rispetto ad altri solo per la piscina 😉

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guardate che meraviglia!

Poi il miniclub, raggiungibile con una brevissima passeggiata attraverso una piccola pineta, proprio di fronte alla struttura principale, dove i bambini a partire dai 3 anni vengono accolti dalle 10 alle 13 e poi di nuovo dalle 15 alle 17, per poi essere  volendo assistiti per la cena alle 19,30, lasciando mamma e papà liberi di abbuffarsi! segue babydisco alle 20,30 fino alle 21, quando poi i pargoli vanno recuperati per consentire agli animatori di prepararsi per lo spettacolo serale.

La spiaggia di Punta Prima è piuttosto riparata dal vento, ma tenete conto che essendo un’isola, Minorca è comunque piuttosto battuta dalla tramontana; ha parte attrezzata con lettini e ombrelloni (15 euro al giorno…non proprio a buon mercato), e una parte libera , da godere secondo i proprio gusti e necessità. Fondale basso per diverse decine di metri , sabbia fine e chiara, e proprio davanti un isolotto, Illa del Aire, con un suggestivo faro.

Un giorno abbiamo deciso di spezzare la rilassante monotonia della vita da spiaggia facendo un piccolo tour dell’isola, quindi abbiamo affittato un pulmino nell’agenzia proprio di fronte al villaggio, categoricamente dotato di seggiolini per ciascun nano (peraltro a un prezzo assolutamente onesto, 3 euro a seggiolino!), e ci siamo diretti a ovest, raggiungendo inizialmente Ciutadella, attraversando distese di macchia mediterranea con cespugli più o meno grandi, piante grasse e bassi muretti di pietre bianche.

Piccola sosta di shopping dove ho recuperato qualche paio di “Pretty ballerinas”, che sembra che vadano per la maggiore, poi sosta appunto a Ciutadella, città di mare dall’architettura medievale contaminata da influenze arabe, con le sue vie strette e pittoresche e dove anche qui non è mancato lo shopping : le avarcas, la calzatura estiva tipica minorquina,  per le nane e la mamma, rigorosamente tutte uguali 😉

le nostre sono glitter multicolor!

Per pranzo ci siamo invece diretti a Fornells, piccolo paese dove la florida attività della pesca all’aragosta ha fatto sì che la caldereta de langosta sia il piatto tipico della zona, e se volete provare a replicarla, trovate la ricetta qui.

Si tratta di una saporita zuppa con protagonista il simpatico antennuto crostaceo, abbondantemente presente con chele e quant’altro nel piatto, molto delicata  e ottima nel gusto. Noi l’abbiamo provata nel ristorante S’ancora, l’unico dove 8 cristiani hanno trovato posto senza prenotazione all’alba delle 14,30….nonostante un primo impasse in cui non ci degnavano di attenzione e i nani iniziavano a dare in escandescenze, una volta iniziato, il servizio è stato rapido, le porzioni davvero abbondanti e il rapporto qualità prezzo assolutamente adeguato. Per mangiare la zuppa peraltro ci hanno bardato con un grosso bavaglione che ci hanno legato sul collo, rendendo ancora più caratteristica la degustazione della specialità. carino!

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uno scorcio di Fornells

Rifocillati e sazi, siamo di nuovo ripartiti alla volta della spiaggia di Son Bou, una delle più rinomate dell’isola, per la sua spiaggia lunga e sabbiosa, con il mare cristallino  e basso per decine di metri dalla riva. dopo la passerella di legno per raggiungerla, peraltro con una bella doccetta per ripulirsi dalla sabbia prima di riprendere la macchina, abbiamo trovato una sorta di piccolo laghetto con tante anatrine, che ovviamente hanno scatenato l’entusiasmo delle nane!

Spiaggia molto bella, erano quasi le 18 quindi di gente ce n’era poca, abbiamo “abusivamente”occupato uno dei lettini e ombrelloni deserti e ci siamo regalati un bagnetto nell’acqua calda e trasparente… i bambini si sono intrattenuti sulla battigia costruendo castelli e alternando bagni ai giochi, e dopo circa un’oretta , raccolti armi e bagagli, siamo ripartiti.

L’idea era di andare a fare l’aperitivo nel famoso locale di Cala’n Porter la Cova d’en xoroi,  scavato nella roccia con vista mozzafiato sul mare, ma la stessa idea ce l’hanno avuta in tanti, tant’è che c’era un bella fila  ordinata di gente in coda all’ingresso che armava i cellulari per ammirare il famoso tramonto minorquino sull’orizzonte ….ovviamente pensando ai bambini stravolti, abbiamo desistito, peccato sarà per la prossima volta, e mi informerò al meglio a questo link.

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fonte della foto: tourismontheedge.com

Dopo questa botta di vita della gita, la vacanza è proseguita tranquillamente con la vita da spiaggia, scandita dai pasti e dagli orari dei bambini, fino ad arrivare al giorno del rientro, purtroppo caratterizzato dal brutto tempo che ha anche determinato un ritardo del volo.

Salutati i nostri amici, ci siamo diretti a Pavia, dove il nostro arrivo è stato salutato dai fuochi d’artificio che tradizionalmente chiudono il weekend della festa del Ticino, che per noi pavesi è il suggello alla conclusione dell’estate.

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Conclusioni e pensierini finali: la vacanza in villaggio per noi al momento è la soluzione più pratica e comoda per viaggiare  con le bambine con una relativa comodità, ma senza rinunciare anche a sprazzi di avventura con gite fuori porta. Nel caso specifico, questa soluzione ci ha molto appagati, siamo stati bene e ovviamente il nostro feedback è del tutto positivo. Minorca è bella e se la si riesce a vivere girandola anche per scoprire tutte le sue spiagge e calette, sicuramente sa offrire molto.

Per noi è stata una bellissima vacanza! Alla prossima!

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il cielo plumbeo che ci ha salutati alla nostra partenza…hasta luego Menorca!
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